EVASIONES ANIMAE – EVASIONI DELL’ANIMA

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Nota dell’Autore

Dall’inizio dei tempi l’uomo ha avvertito interiormente l’esigenza di spiegare il principio della vita, sviluppando, nel corso dei secoli, il concetto di anima. Analisi storiche e filosofiche consolidatesi nel tempo, intessute ad approfondimenti teologici, qualificano lo studio sull’anima come un viaggio interessante, capace di alienare l’uomo dalla realtà per riflettere, una volta di più, su tale concetto.
Il risultato della riflessione interiore su un argomento ancora così oscuro, nonostante millenni di ragionamento, potrebbe risultare un’esposizione eclettica, appunto perché nata dal vorticare di idee tratte dall’intero scibile del mondo e fuse assieme dall’escursione della mente, che non ha limiti di tempo e spazio, in un viaggio storico ma, al tempo stesso, individuale.
Le poesie sono espressione di intimi sentimenti che evadono dalla corporeità e confermano, secondo l’autore, l’insita esistenza dell’anima in ogni individuo. Le emozioni conducono il corpo verso la purezza dell’anima, la quale è nel mondo imperfetta, proprio perché risente del grave peso della materialità. Bisognerebbe evadere, appunto,verso aspetti più puri e sottili dell’esistenza umana per vivere e godere a pieno questa vita, lontano da quei deserti di polvere ove frana il caos e sparisce l’essere. Dovremmo imparare a riscoprire l’ascolto dei segreti svelati dall’anima in luoghi di silenzio. Siamo solo un soffio in un mondo di parole, ove l’eternità condivide con la nostra anima, per brevi istanti, fatti di natura e amore.
L’autore sempre viaggia nella memoria ove alberga la sua anima assetata d’amore nei vari aspetti quotidiani, religiosi e sentimentali. Esplorando al di là di questo mondo un’altra infinita dolcezza d’esistere egli cerca, con un atteggiamento di spirituale evasione, altri significati della vita e precisamente quelli della “pienezza” fisico-spirituale.
La scelta del latino in poesia potrebbe essere un valido mezzo per riavvicinarsi alle classiche teorie spiritualistiche. Non dobbiamo dimenticare che il Latino, madre di tutte le lingue romanze e culla delle nostre culture, è stata la prima grande lingua mondiale che ha dato inizio a tutta la civiltà umana e obliarsi di essa sarebbe una delle più grosse perdite dell’umanità.
Amata dai nostri più grandi letterati e poeti di fama mondiale, la lingua latina fu definita da Dante come gramatica per antonomasia, artificialmente perfetta.
La sperimentazione del latino, trasmutato nella forma mentis della poesia contemporanea, non vuole che essere un tuffo nel passato per riemergere più arricchiti nel presente, riprendere un percorso che all’epoca il nostro grande Dante Alighieri sviò per il bene della nostra lingua italiana.
Come potremmo permettere l’estinzione di una lingua che possiede una musicalità dal magnifico calore materno!
Solo essa ci riconduce all’austerità e al prestigio del nostro antico popolo romano. Inoltre, alcune poesie della raccolta, essendo impregnate di significato religioso, non potevano che essere lette nella lingua ufficiale della Chiesa Cattolica per avere una vera pienezza.

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